Acciaio contro i terremoti

Siamo abitutati ad associare l'Ilva soltanto a problematiche quali il benzopirene o l'inquinamento: eppure l'ILVA e le altre acciaierie non sono solo questo. L'acciaio prodotto è una salvaguardia fondamentale contro i terremoti e i fenomeni sismici in generale, una salvaguardia a tutela della sicurezza di milioni di abitanti.

E alle strutture e soluzioni costruttive che utilizzano l'acciaio per realizzare edifici in grado di resistere alle scosse sismiche è dedicato il minisimposio organizzato presso lo stabilimento di Ilva a Taranto, nella cornice del XIV Convegno dell'Anidis (Associazione nazionale di ingegneria sismica) tenutosi tra il 18 e il 22 settembre.

Tre i progetti presentati dal Dipartimento Ricerche del Gruppo Riva (cui Ilva fa capo), che evidenziano le peculiarità e i vantaggi dell'acciaio in termini di resistenza strutturale e modularità quando impiegato nell'industria delle cstruzioni, senza trascurare le caratteristiche di riciclabilità e di impatto ecologico controllato del materiale.

Oltre a due progetti di ricerca (sulla corrosione e fatica delle barre nel cemento armato, e sull'uso di prodotti tubolari nelle infrastrutture per l'energia), il progetto di maggiore interesse generale è relativo a un “dissipatore sismico di energia” totalmente in acciaio, che può essere sia installato negli edifici durante la fase di costruzione, sia adottato da quelli già esistenti. In entrambi i casi garantisce una riduzione dei danni diretti da scossa sismica, contribuendo a riportare l'edificio al suo equilibrio statico nella fase post-evento, limitando quindi il rischio di crolli.

Tra le caratteristiche più significative del sistema vi è - come già accennato - la possibilità di implementarlo in edifici già esistenti, non solo negli stabili industriali e di abitazione, ma anche in quelle costruzioni di valore storico e artistico che costituiscono gran parte del patrimonio culturale del nostro Paese e che, per ovvie ragioni di datazione, sono realizzate con tecniche costruttive che tengono in ben poco conto il tecnologie antisismiche.

Il dissipatore sismico presentato da Ilva, pertanto, oltre a confermare l'impegno dell'azienda sul versante dell'innovazione, costituisce una risposta concreta agli allarmi che periodicamente le diverse associazioni di categoria (dai geologi agli ingengneri strutturalisti) sollevano per una nazione, come l'Italia, a rischio terremoti in gran parte del suo territorio, ma con un patrimonio edilizio estremamente fragile e privo di reali soluzioni antisimiche. Un'occasione importante per capire che l'ILVA di Taranto, spesso evocata soltanto per questioni come il problema del benzopirene, è una struttura importante (letteralmente) della filiera edilizia italiana.